Pensavo fosse amore…Cambridge-Analytica-Facebook

Voi direte: “ancora Facebook?”. Purtroppo si, perché a seguito dello scandalo della Cambridge Analytica, che trattammo qualche giorno fa, continuano ad uscire sviluppi ed informazioni che potrebbero riguardarci da vicino. Ma, anche questa volta, non c’è da preoccuparsi eccessivamente per la nostra privacy, basterà mantenere la calma, informarsi ed agire con coscienza. Il caso non è ancora chiuso ma, per limitare i danni, sono già in atto dei provvedimenti utili alla tutela della privacy. Cerchiamo di capire meglio e, soltanto in seguito, decideremo che fare.

 

Allarmismo o reale pericolo?

Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg è sotto processo. Nonché sotto i riflettori mondiali e, a causa del panico generale e della sete globale di informazioni, le notizie in merito sono ancora troppo vaghe ed incomplete. Ad oggi sappiamo che il numero di utenti la cui privacy social è stata violata è di circa 87 milioni. Di cui 70 milioni solo in America, mentre in Italia si aggira intorno ai 214 mila. Ma questo calcolo è puramente ipotetico: è basato sul numero di individui che hanno utilizzato l’app di ricerca “This is your digital life” più i loro collegamenti ipotizzati. Non esiste un database concreto che accerti il numero di utenti coinvolti. Il calcolo è stato fatto aumentando per eccesso gli amici di ogni fruitore della app, pertanto potrebbe essere esagerato e infondatamente allarmante. Ad esempio, in Italia sono stati solo in 57 ad utilizzare la app della Cambridge Analytica… e se avessero avuto solo 100 collegamenti ciascuno?!

Ma i miei dati sono al sicuro?

Voi ci risponderete “E se io fossi tra quei 100?”. Dubbio lecito, ma di facile soluzione. Tra le azioni intraprese da Facebook c’è la comunicazione diretta a chi è stato profanato, completa di indicazioni per porre rimedio. Dallo scorso 9 aprile è partito l’invio delle notifiche intitolate “Protecting your information”, che arriveranno solo a chi ha utilizzato l’app in questione o ha collegamenti che lo hanno fatto. Con essa si informa di ciò e si spiega nel dettaglio come fare per evitare che avvenga di nuovo. Dunque, niente panico per ora e, se dovesse arrivare la notifica e non sapete come intervenire, contattateci e vi aiuteremo a risolvere l’ipotetico problema (e a calmare gli animi).

facebookProteggere le tue informazioni

Oltre al messaggio diretto agli interessati, ci sono ulteriori novità in merito l’utilizzo di Facebook. La più importante è uno strumento che consente di sapere se le nostre informazioni sono state condivise, senza attendere la notifica ufficiale. Così fosse, o anche semplicemente per sentirsi più sicuri (paura, eh?!), si potranno sfruttare le indicazioni contenute per verificare quali applicazioni e siti web prelevano i nostri dati e, nell’eventualità, rimuoverli. Ma le modifiche non riguardano soltanto la privacy: data la portata del caso, siamo certi che nelle prossime ore ci saranno nuovi sviluppi che modificheranno la fruizione dei social network.

Arrampicarsi sugli specchi

Ed ora il popolo social si sta spaccando. Tra chi è furioso per l’errata gestione dei dati Facebook e chi invece, tra menefreghismo e capacità critica, continua per la sua strada. Subito dopo lo scandalo, le ricerche su Google sul come eliminarsi dai social ha subito un’impennata. Prima in America, per poi allargarsi a macchia d’olio ed arrivare anche in Italia. Il panico è talmente elevato da spingere molte pagine pubbliche a sparire, per evitare la complicità nella diffusione di informazioni private.

Il caro Zuck continua a rilasciare dichiarazioni rassicuranti per cercare di porre rimedio alla sua grave mancanza, ma noi di KuboWeb conosciamo bene l’importanza dell’avere una buona reputazione online, pertanto vogliamo continuare a dargli fiducia, sempre con le dovute precauzioni.

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